
A scuola di cinema 2025/26. Un film lungo un anno
Lunedì 18 maggio I Ore 10
Piazza della Rocca, Viterbo
Viterbo, la città del cinema
Passeggiata-racconto sui luoghi del cinema di Viterbo con gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Luigi Fantappiè”
La città di Viterbo è stata, fin dai primi decenni del 900, set ideale per le produzioni cinematografiche.
Da un pioniere del cinema muto come il viterbese Silvio Laurenti Rosa, che gira in loco alcune sequenze del melodramma anticomunista Katiuscia (1923), fino all’attore e regista George Clooney, che ambienta diversi esterni della serie televisiva Catch-22 (2019) nel centro storico, sono numerosi i registi che scelgono Viterbo come location.
Dentro e fuori le mura cittadine sono state girate pellicole apologetiche del primo fascismo (Vecchia guardia, 1935, di Alessandro Blasetti), belliche (Un pilota ritorna, 1942, di Roberto Rossellini), rievocative della Grande Guerra (Piume al vento, 1950, di Ugo Amadoro) e ispirate alle figure storiche di Michelangelo Buonarroti (Il tormento e l’estasi, 1965, di Carol Reed), Santa Margherita da Cortona (Margherita da Cortona, 1950, di Mario Bonnard), El Greco (El Greco, 1965, di Luciano Salce), Lucrezia Borgia (Le notti di Lucrezia Borgia, 1959, di Sergio Grieco), Martin Lutero (Luther, 2003, di Eric Till) e la famiglia Medici (I Medici, serie televisiva in tre stagioni, 2016-2019, di Sergio Mimica-Gezzan, Jon Cassar, Jan Maria Michelini e Christian Duguay).
Vie e piazze viterbesi hanno altresì ospitato trasposizioni cinematografiche di opere teatrali di Shakespeare (Otello, 1951, diretto e interpretato da Orson Welles) e Machiavelli (La mandragola, 1965, di Alberto Lattuada), i capolavori di Federico Fellini I vitelloni (1953) e 8 ½ (1963), il satirico Il vigile (1960) di Luigi Zampa, la commedia Troppa grazia (2018) di Gianni Zanasi, oltre a film comici (Grandi magazzini, 1986, di Castellano e Pipolo), fantasy (Freaks Out, 2021, di Gabriele Mainetti), drammatici (La corsa dell’innocente, 1992, di Carlo Carlei) e gialli (Il senso della vertigine, 1990, di Paolo Bologna e La sindrome di Stendhal, 1995, di Dario Argento).
Tra la fine del 900 e gli albori del terzo millennio, la città di Viterbo conosce una nuova popolarità grazie all’intuizione del regista Giorgio Capitani, che vi gira molte serie televisive di grande successo a partire da Il Maresciallo Rocca (1996-2005).
A scuola di cinema 2025/26. Un film lungo un anno è un’iniziativa promossa nell’ambito di Cinema e Immagini per la Scuola, Piano nazionale di educazione all’immagine per le scuole promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

